Thursday, May 25, 2006
IL Caos e l'Ordine
Fuori dalla finestra tutto un mondo si mostra alle menti degli uomini, le sollazza e le spinge al ragionamento della più grade delle domande a cui possa porle.......perchè....perchè la fuori è esattamente come è????? devo prendermela con qualcuno o è solo il frutto del caso, se alcune visioni mi provocano orgasmi continui ed altre invece ribrezzo???? Osservando bene ci si rende conto che apparentemente tutto è governato da due forze maggiori: l'ordine che fa crescere gli alberi, gli animali e tutti gli esserei viventi secondo la loro specie ed il caos, che li coglie in gruppi, comportamenti e azioni che stravolgono le specie trasportandole nei vortici dell'evoluzione o dell'auto distruzione.
Il fotografo è un bravo artista, coglie nel mondo le pennellate e gli accostamenti migliori, scaltro le fissa sulla pellicola e ce le dona.
Chi meglio di lui può conoscere quali meraviglie possano venire fuori dallo scatenarsi di queste due forse creatrici e distruttive? Basterebbe spostare poco più in la l'obbiettivo per mutare profondamente la senzazione che emana un paesaggio.......regista del mondo illustrato, coglie il bello e il brutto......è il re della luce, piegandola alle le sue idee crea capolavori.
Inaugurata la diga più grande del mondo

PECHINO - E' stata inaugurata ufficialmente la più grande e contestata opera architettonica al mondo, definita con orgoglio la "Grande Muraglia" del terzo millennio. Dopo tredici anni di lavori, e con un anno di anticipo sui tempi previsti, è stata terminata in Cina la diga delle Tre Gole. La stampa e i media l’hanno celebrata come il simbolo dello sviluppo e della potenza della Cina, una somma incredibile di numeri da record. Ma oltre che dividere il fiume quest'opera divide, in qualche misura, anche l'intero paese, visti i costi umani e ambientali che ha comportato.
I NUMERI - Lunga 2,3 km ed alta 185 metri, taglia in due il fiume più lungo del continente, lo Yangtze (6.300 km) nella provincia centrale dello Hubei, creando un bacino di 1.084 km quadrati di superficie. Il costo finale, doppio rispetto a quanto fissato all’inizio, e’ pari a 21 miliardi di euro, mentre per la manodopera, accorsa da tutto il paese, sono stati necessari 25 mila uomini. Alcune turbine sono già in funzione, ma quando tutto sarà completato e la centrale funzionerà a pieno ritmo, ossia nel 2009, il complesso idroelettrico produrrà circa 85 miliardi di kw di energia all’anno, grazie all’impiego di 26 generatori. Un potenziale elettrico da non sottovalutare per un paese come la Cina alla ricerca di fonti non inquinanti per soddisfare una sete di energia che cresce del 10% l’anno e che dipende ancora per il 70% dal carbone.
LE CRITICHE - Fin dall’inizio, però, le critiche non sono mancate. Ambientalisti, giornalisti e intellettuali hanno più volte levato la voce contro gli alti costi ambientali e umani della diga, e altrettante volte sono stati messi a tacere. Fino a qualche giorno fa, allorché l’opera è stata presentata ai giornalisti, molti contadini sono accorsi sul posto per denunciare lo sgombero forzato a cui sono stati costretti e le condizioni in cui versano attualmente. I miseri compensi promessi non sono mai arrivati, le abitazioni sono troppo piccole e i campi insufficienti, hanno dichiarato ai giornalisti. Ancora oggi il governo centrale ha annunciato l’intenzione di voler sostenere l’economia della zona per i prossimi 20 anni attraverso sussidi, con l’intenzione evidente di calmare le proteste.
1200 VILLAGGI SOMMERSI: 1,1 MILIONI DI SFOLLATI - Più di 1200 villaggi sono scomparsi sotto le acque, come Zigui e Zhongbao, oppure sono stati ricostruiti qualche chilometro più in là. «Il problema degli sfollati è molto importante, anche dalla sua risoluzione dipende il successo del Progetto delle Tre Gole», ha dichiarato alla stampa il general manager del Committee for the Construction of Three Gorges Project (Cctgp), Li Yongan. Fino ad oggi sono state spostate 1,1 milioni di persone a cui si aggiungeranno altre 800 mila persone in autunno, quando il livello dell’acqua aumenterà ancora.
Estratto dal "Corriere della sera.it"
La grande diga sul fiume azzurro
di Sonja Vietto Ramus
Per l’antico villaggio di Dachang e per la scultura del Budda gigante – solo due fra gli oltre mille siti archeologici dell’area -, il conto alla rovescia è iniziato nel 1994. Quando nella Cina dei grattacieli e del mercato globale, il governo decise di avviare sul fiume Yangtze la costruzione della più imponente diga del mondo (il progetto risale al lontano 1919 quando Sun Yat-Sen ne propose per primo la realizzazione). Nel cuore della più vera e profonda terra rurale della Cina, lungo il corso del terzo fiume più lungo del mondo (circa 6.300 chilometri complessivi), è ormai in fase di ultimazione la costruzione di un’opera ciclopica. Una volta completata, la diga delle Tre Gole sarà il più grande ed il più imponente impianto idroelettrico del mondo tanto da creare un serbatoio esteso per 400 miglia a monte. Una meraviglia ingegneristica, così come è stata definita dai progettisti che hanno lavorato alla sua realizzazione, ma che muterà per sempre lo splendore del paesaggio di una delle più belle regioni della Cina.
Costruita con un quantitativo di calcestruzzo pari al doppio di quello utilizzato per il progetto della diga della Itaipu in Brasile, attualmente considerata la più grande del mondo, ed in grado di resistere ad un terremoto del 7°grado della scala Richter, nelle intenzioni dei progettisti la diga sarà in grado di controllare le disastrose inondazioni che da sempre allagano le rive del fiume. E come la Grande Muraglia cinese, la “Three Gorges Dam” sarà una delle pochissime strutture costruite dall’uomo visibili sin dallo spazio. Per il governo cinese, la diga rappresenta soprattutto il simbolo dell’orgoglio nazionale. Ma quando l’imponente opera (alta 185 metri e larga 2.300) verrà completata, le acque del “Fiume Azzurro”, in parte già deviate, saliranno di tre metri al giorno sino ad aumentare di 175 metri complessivi, allagando villaggi e paesi e costringendo oltre un milione di cittadini ad abbandonare le proprie abitazioni in cambio di poco più di 3 mila euro di indennizzo per ogni famiglia e di una nuova abitazione in un altro villaggio.
Ma il prezzo da pagare per la costruzione di questo imponente progetto è soprattutto un altro. Più di mille siti archeologici saranno completamente sommersi dall’acqua così come decine di specie animali già gravemente minacciate rischieranno seriamente l’estinzione. Un progresso tecnologico, quello cercato e voluto dalla Cina, che sacrifica non solo paesaggi naturali ma anche un immenso patrimonio storico e culturale. Il progetto della diga delle Tre Gole minaccia infatti molti esemplari della fauna locale già in via d’estinzione, fra cui il delfino “baiji”, lo storione del vecchio fiume, la focena senza pinne e le gru siberiane. Animali la cui sopravvivenza è strettamente legata alla vita stessa e alla buona qualità delle acque del fiume Yangtze: la costruzione della diga condurrà inesorabilmente questi esemplari verso l’estinzione. La pesca ed i traffici marittimi hanno già ridotto drasticamente la popolazione del delfino “baiji” (attualmente se ne contano poco più di un centinaio): le dighe impediranno loro l’accesso ai laghi dove una volta questa specie catturava pesci e svezzava i piccoli.
I delfini di fiume hanno polmoni piccoli, rostri lunghi e sottili e vista molto debole, tanto da essere quasi ciechi. Ne è un perfetto esempio proprio la specie dello Yangtze o cinese: una buona vista, nelle acque torbide dei fiumi non serve, e così attraverso milioni di anni gli occhi di questa specie di delfino si sono indeboliti. Ma anche per altre specie, purtroppo, il futuro non riserva nulla di buono. Le gru siberiane - le più minacciate di estinzione - si cibano di rane, molluschi, insetti e pesci del lago Poyang, arricchito dalle inondazioni stagionali del Fiume Azzurro. La focena senza pinne (la più piccola fra i cetacei, tanto che raramente raggiunge i 190 centimetri, ha muso arrotondato, privo di rostro e denti piatti a pala) predilige le acque poco profonde e calde come quelle dello Yangtze mentre lo storione cinese gigante – uno fra gli animali più a rischio di tutta la Cina – è in drastica diminuzione. Ogni anno, per errore, ne vengono infatti catturati circa tre mila esemplari dai pescatori locali.
Ma a preoccupare gli ambientalisti sono anche altre possibili conseguenze fra cui le alterazioni climatiche causate dall’evaporazione e le frane sui pendii delle montagne. Un dissesto idrogeologico che si va ad aggiungere al già grave inquinamento che negli ultimi decenni non ha risparmiato la rigogliosa flora e la fauna della regione. E che rischia di ripercuotere i suoi irreparabili danni anche in zone più distanti. Migliaia sono infatti i siti archeologici e storici destinati a scomparire definitivamente a causa della costruzione della diga. Completamenti sommersi dall’acqua. Per il tempio di Zhang Fei e di Shibaozhai – quest’ultimo conosciuto come la “Perla dello Yangtze” -, per le tombe della dinastia Song (di cui gli archeologici continuano a trovare reperti durante gli scavi) e per la statua del Budda seduto (alta 71 metri, è la più grande del mondo), il nuovo anno non porterà che acqua.
La grande diga, la più imponente sfida a cui i suoi progettisti si siano mai dedicati, non lascerà alla Cina che milioni e milioni di metri cubi di cemento armato. Per una Cina che si appresta ad entrare da protagonista assoluta nel più moderno dei mercati globali, ve n’è una destinata a scomparire: quella più antica e selvaggia delle risaie e dei terreni impervi, quella degli artigiani di creta e di bamboo, delle donne ai mercati. Ma anche quella degli dei, costretti a ritornare in cielo perché l’uomo, ancora una volta, li minaccia con la sua presunzione. E con gli ambientalisti che gridano allo scempio.
*Sonja Vietto Ramus è una giovane giornalista pubblicista della Provincia di Torino, amante dei viaggi e socia WWF. (alex-so@libero.it)
